RE-MOVE®

Immaginiamo un moderno individuo che lavora in un uffcio. 8 ore di lavoro seduto.

Per arrivare al lavoro, statisticamente avrà usato l’auto o un mezzo pubblico: seduto

Pausa pranzo: seduto

Esce dal lavoro per recarsi..a giocare a Tennis, ci va in auto: seduto.

Quindi passa da tante ore in una postura non “Homo Erectus” specifica ad un’attività di performance sicuramente poco “Homo Erectus” specifica.

Fa sorridere pensare ad i nostri antenati giocare a tennis nella savana con un publico di iene e leoni pronti ad azzannare lo sconfitto!!

La realtà che risulta evidente agli occhi è che l’impiegato è passato da ore di inattività ad un’ora , forse due, di attività ad alto impatto mentale, metabolico, strutturale.

Spesso insorgono gli infortuni, tendinei, muscolari, da trauma diretto. Quando va male, il cuore cede..

Ciò che manca nel nostro amico Erectus è il movimento.

Il movimento è quella attività specie-specifica che sorregge e supporta ogni attività di performance.

Mi spiego meglio: giochi a calcetto e per riuscire a colpire di testa la palla, devi saltare prima e più in alto del difensore per mettere la palla in rete.Saltare prevede che il tuo cervello sia in grado di reclutare, nel giusto ordine, la corretta sequenza di muscoli che si attivano intorno alle articolazioni principali che intervengono durante il salto. Caviglia, ginocchio, anca.

Per far questo il cervello si serve di programmi motori che sono ben depositati in una zona profonda del cervello, ma che non sono immodificabili!

Infatti le sopracitate posture sostenute – seduto – e i movimenti ripetuti – dritto del tennis – possono influire su detti programmi, riscrivendoli e in maniera non corretta.

Vuol dire che il cervello, in un salto, invece di reclutare il muscolo grande gluteo, recluta in anticipo il gruppo dei flessori del ginocchio. Facendolo ogni volta che salti o che semplicemente produci propulsione per correre, presto o tardi incorrerai in un infortunio muscolare, tendineo, articolare.

Questo è quanto accade continuamente.

Individui di tutte le età, giovani e giovanissimi compresi, che incorrono in infortuni dovuti a movimento non corretto.

Il processo che ormai culturalmente ci accomuna è di farsi diagnosticare il trauma e da lì iniziare la trafila di passaggio dai vari professionisti sanitari che risolveranno il problema settorialmente.
Così il nostro amico Erectus ritorna a giocare e a saltare e presto o tardi ricasca nell’infortunio, magari non alla solita articolazione, al solito muscolo, al solito tendine. E via con la trafila.

Quello che manca, come sempre, è il passaggio dall’inattività al movimento e poi da lì alla performance.
Manca questo processo anche nel rientro post infortunio. Il soggetto torna subito ad allenarsi in performance.

In Moving Studio abbiamo sviluppato un preciso processo e metodica di applicazione che prevede, isolato il sintomo, di reintrodurlo in programmi motori.

Questi programmi motori derivano direttamente dallo sviluppo ontogenico del bambino. Dalla nascita occorrono ben 11 mesi perchè il bimbo passi da posizione distesa e posizione eretta e poi cammini.

Questo complesso sviluppo delle skill motorie avviene secondo un ben definito programma ontogenico che in Moving conosciamo a fondo.

Il metodo Re-Move® utilizza i programmi motori, che ci appartengono dalla nascita e che hanno permesso, a noi stessi, di alzarci da terra e camminare, per riportare a completa funzionalità schemi di movimento secondo programmi che ri-scriviamo durante le sedute.

Questo è Re-Move®.

Questo programma lo trovi a disposizione per te, per il tuo movimento in Moving Studio, i Coach ed io saremo orgogliosi di fartelo riscoprire e riacquisire per poter tornare a fare lo sport che ami in piena libertà ed efficienza prestativa.