Le nostre esperienze nello sport

CALCIO

Durante lo screening di oltre 90 atleti, poniamo l’attenzione su un giovane atleta di 15 anni.
Lo screen riporta punteggio 10, evidenziando deficit inerenti ai movimenti di alto livello, con pattern di flessione compromesso.

Da test “chain start” (registrato Life Changer) risultano insufficienti le attivazioni di glutei ed obliqui.
Il giovane lamenta di un episodio di mal di schiena lombare in acuto durante un calcio a vuoto e ricorrente durante partite ed allenamenti, tanto che deve assumere medicinali antinfiammatori.

Decidevo durante il test PMA di sottoporre il ragazzo ad un veloce screening BPA, riguardante il pattern flessione, con esiti: catena posteriore in disfunzione da retrazione-tensione neurale-tissutale; anca sx in disfunzione di mobilità articolare.

Suggerisco ed ottengo visita approfondita in studio, terminando lo screen BPA fatto in campo (anticipo che è un test basato sul movimento che si compie in presenza di dolore), alla presenza della nostra fisioterapista che al termine dello screen ha compiuto tutti i test attinenti alla sua professione.

Risultato? Uno su tutti: femore sx più lungo del destro di ben 2 cm!

Tralasciando tutti gli ulteriori approfondimenti che sono sorti su postura, compensi e deficit funzionali, all’interno della nostra stanza visita, la domanda tra me e la nostra fisioterapista Valentina è sorta spontanea: possibile che nessuno se ne fosse accorto prima?

Inutile dire che l’atleta in questione è un giovane promettente e che proviene da squadre titolate e di livello … Ripeto, possibile che nessuno si fosse accorto durante le innumerevoli visite mediche che il giovane ha fatto, di questo deficit strutturale?

 

GIREVOY SPORT


Circa un mese fa si presenta in studio una giovane ragazza. Mi riferisce di dolori di mal di schiena lombare, sciatalgia con anestesia della coscia sinistra; gli esiti radiografici forniscono una generalizzata discopatia alle ultime vertebre lombari.

L’atleta si allena e gareggia con i kettlebell dal 2012, i primi sintomi sono comparsi nel 2013, è seguito uno stop nell’attività e poi, contemporaneamente alla ripresa del girevoy sport, sono ripresi i sintomi, amplificandosi e aggiungendo crampi nelle ore notturne, con aumento durante il ciclo, peggioramento da seduta e a letto, sui fianchi.

La visita fisioterapica riporta sostanzialmente che il bacino è ruotato verso destra, rotazione femoro tibiale interna bilaterale, angolo di antiversione dell’anca sinistra aumentato, piedi pronati bilateralmente.

L’assessment PMA evidenzia totale deficit motorio nel pattern di flessione e di estensione, ripeto: totale!

 

PATTINAGGIO


Consulenza di strength & conditioning ad una importante società di pattinaggio italiana, con all’interno campioni internazionali di varie categorie. Staff allenante di livello internazionale, Daniele Capacci, componente della federazione italiana quale allenatore durante i campionati europei e mondiali.

Ho approntato per le squadre e i gruppi numerosi di atleti, laddove per necessità di tempo ed economiche non ci siano le possibilità di fare PMA ad ognuno, un efficace screening di gruppo.

Una serie di esercizi che inserisco nel Warm up iniziale. Mentre eseguo e faccio eseguire il warm up, la mia collaboratrice, lista dei nomi alla mano, segna i primi deficit motori che notiamo durante il riscaldamento.

Questa modalità ci permette di avere sottomano quelli che sono i deficit riconducibili a più persone e raggrupparle per fare correttivi insieme e soprattutto evidenziare i deficit più importanti per poi procedere ad un accurato screening personale.

Questa metodica dà risultato, infatti durante lo screen group isoliamo un’atleta di 12 anni che presenta, anzi non presenta, il pattern di flessione (… e ci risiamo con questa flessione). Mentre la collaboratrice a fine warm up illustra e fa eseguire i primi esercizi dello strength, eseguo screen accurato sulla ragazzina, alla presenza dell’allenatore Daniele.

La giovane pattinatrice non è in grado di flettersi; a livello dell’anca manca proprio il pattern motorio. Daniele vede e mi riferisce che la giovane atleta certi esercizi tecnici di salto non riesce a farli, risultando indietro sulle compagne della stessa età. Questo è il quadro.

Cosa hanno in comune questi 3 atleti? Dei deficit funzionali.

Come abbiamo visto due sono strutturali, mentre l’ultimo è motorio, e influiscono, passatemi il termine, pesantemente, sulla vita dell’atleta. Non scrivo carriera sportiva, perchè prima di quella dobbiamo sempre tenere presente – quando alleniamo – che l’atleta non è un mezzo per raggiungere un risultato, che a volte coincide con l’innalzamento del nostro ego e della nostra autostima.

I tre atleti oggetto di questo articolo sono seguiti da professionisti sia dell’allenamento che del settore diagnostico, da “campioni del mondo” e da tecnici professionisti di federazioni varie, ma solo uno di loro, Daniele, ha sentito la necessità di proporre attività di screening ai propri allievi, notando carenze nei movimenti degli allievi ed avendo visto i nostri screening alla nazionale lo scorso anno.

Inutile e non costruttivo porre l’attenzione sui vari allenatori e mister che non si sono accorti delle varie carenze funzionali dei propri atleti, sovraccaricando i loro deficit con ulteriori carichi allenanti di skill e andando altresì a potenziarne i deficit di flessione ed estensione con dovute sedute di squat e stacco…
Non ne hanno le conoscenze, punto.

Per il calciatore, per l’atleta di girevoy e la pattinatrice abbiamo messo a punto un programma di motor learning teso a “pulire” i deficit motori, renderli consapevoli dei propri deficit in modo da gestire al meglio l’attività sportiva.

Il calciatore dopo un mese di stop della skill e un intenso programma, ha appena ripreso l’attività.

La cosa che ci ha dato forza e fiducia in quello che stiamo facendo è un messaggio ricevuto su Whatsapp dove il ragazzo mi ringraziava (estendendolo allo staff) per averlo aiutato a risolvere le sue problematiche, dicendo che si sentiva bene nel suo nuovo corpo, se ne sentiva padrone…
15 anni…

Credo fermamente, dopo oltre 20 anni di preparazioni atletiche (iniziai nel 1991 preparando giovani promesse del pattinaggio, poi diventati componenti della squadra Nazionale dell’allora rinomata scuola fiorentina Aurora Skating Club) che in Italia, dal dilettantesimo al professionismo, siamo ad un punto di svolta culturale nella preparazione fisica, nello Strength & Conditioning.

E il corso fatto dal pioniere Mike Boyle mi ha confermato che oggi, chi vuole approcciarsi in modo professionale e completo alla preparazione di un’atleta, non può più permettersi la disconoscenza di certe metodiche di screen e di valutazione dell’atleta.

Come dico ultimamente … non reinventare la ruota, rendila perfetta!

 

Andrea Chellini

(Personal Trainer, Responsabile tecnico Moving Studio Firenze)